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CARNEVALE NELLA VERONA AUSTRIACA

Il Bacanal del Gnocco del 1857

Il 9 gennaio del 1857 non fu una giornata ordinaria per Verona, erano infatti presenti in città , in visita ufficiale, le Loro Maestà Imperiali e Reali, Francesco Giuseppe con la consorte Elisabetta, meglio conosciuta come Sissi. La coppia imperiale era impegnata in un viaggio diplomatico nel Lombardo-Veneto con il quale si sperava che i giovani sposi e la grazia della affascinante Sissi potessero addolcire la popolazione del nord Italia, ormai apertamente ostile alla corona asburgica. Ma, evento ben più importante per i veronesi, fu il ripristino, in occasione di tale “fausto arrivo”, del Bacanal del Gnocco. Evento che non si festeggiava più dal 1847; prima la guerra col Piemonte, poi il successivo governo repressivo di Radetzky[i] avevano infatti impedito le celebrazioni per il carnevale.

Nella notte la città venne illuminata come non mai ed in alcuni punti principali l’effetto fu veramente magico. Nel mezzo della piazza Brà vennero installate: una fontana di fuoco la cui struttura in legno sosteneva dei sottili tubi forati da cui usciva il gas che, acceso, donava l’illusione di una cascata continuata di fuoco; ed una stella sempre realizzata con tubi di gas forati al centro della quale campeggiava l’Arma dell’Impero cogli stemmi d’Asburgo e di Baviera.

Gli arcovoli dell’Anfiteatro dell’Arena apparivano altrettante fornaci infuocate per i “fuochi del Bengala” che vi erano stati accesi. Tutti principali palazzi erano illuminati da migliaia di lumicini ad olio che ne esaltavano le linee architettoniche.

Fin dalle ore vespertine della vigilia la città fu animata da uno straordinario movimento; tutte le vie principali brulicavano di una folla immensa di gente arrivata dalle campagne e dalle città vicine per partecipare alla festa. L’attesa fu allietata dalle bande musicali dei vari Comuni veronesi accorse in città per contribuire alla riuscita del Baccanale. L’Imperatore trascorse la mattina, accompagnato dal Maresciallo Radetzky e dai comandanti militari, visitando i forti circostanti Verona.

Al suo rientro in città, su invito del Podestà Ferrari, si recò a Palazzo Portalupi, sul corso Borsari (oggi corso Cavour) per assistere alla sfilata del Baccanal del Gnocco. Sua Maestà l’imperatrice non vi partecipò con la scusa di una lieve indisposizione (!), comportamento che, ci insegna la storia, rientrava nella complessa personalità di Sissi. Il corteo pieno di vitalità e buonumore partì dal Municipio (allora in Piazza dei Signori) ed attraversò la città fino alla chiesa di S. Zeno, dove si tenne la distribuzione di gnocchi per tutti.

Come riportato dall’Illustrirten Zeitung di quei giorni, il corteo del Baccanal era così composto:

1)   Mascherata del Maccheroni, seguito dal fornaio e dal mugnaio;

2)  Banda musicale;      

3)  Dr. Tommaso da Vico, capo della festa con 50 cavalieri sugli asini;

4)  Musicisti;

5) Carro dei commercianti di salsicce e di olio con i loro simboli e prodotti;

6) Carrozza con cantanti;

7) Carro della gente di Quinzano;

8) Coro Musicale;

9) Carro dei cuochi e dei locandieri:

10) 24 cantanti a cavallo;

11) Carro del Battirame con il suo laboratorio;

12) Musicisti;

15) Carro dei macellai con un toro ;

14) Cantante in costume orientale;

15) Carri dei commercianti di cerali

16) Musicisti;

17) Carro degli scalpellini con la Replica dell’arco trionfale costruito da Vitruvio ed ancora esistente. [ii]

18) Musicisti;

19) Carro degli appaltatori dei lavori pubblici;

20) Musicisti da Valeggio in costume ungherese;

21) Il carro dei mercanti di seta con i loro simboli;

22) Musicisti;

23) Carro dei Mercanti con Mercurio;

24) Musicisti;

25) Carro dei commercianti

27) Banda musicale turca;

28) Carro del calzolaio con il suo laboratorio;

29) Carro a forma di piroscafo “Elisabetta” degli droghieri, dei commercianti di dolci e delle mercerie;

50) Carro dei ferrai e dei fabbri, che celebrano il trionfo di Vulcano;

51) Carro dei proprietari dei caffè, dei cioccolatai e dei commercianti di liquori con una torre cinese;

52) Musicisti;

55) Carro della città con la statua della misericordia, che ricorda l’opera di carità origine del Bacanal [iii]

54) Musicisti;

55) Carro dell’abbondanza  che lancia il pane;

56) Carrozza con il coro del teatro Filarmonico.

—    Il corteo venne chiuso dal Re del Carnevale, Papà del Gnoco, con il suo seguito.

Al termine della sfilata in Piazza San Zeno, momento culminante della festa, si teneva la “cerimonia” in cui il Podestà veniva “imboccato” con il primo gnocco! Con grande gioia e sorpresa anche Francesco Giuseppe, che aveva assistito alla sfilata da casa del feldmaresciallo Wallmoden, venne a S. Zeno per ricevere anche lui i sui gnocchi ! Un fragoroso applauso scoppiò alla inaspettata richiesta del sovrano.  La giornata di festa, che superò tutte le aspettative, si chiuse alla sera al Teatro Ristori con una Cavalchina Mascherata in onore della presenza in Verona delle Loro Maestà.

Marcello Marconi


[i] Il conte Feldmaresciallo Josef Radetzky  governatore militare e civile delle provincie del Lombardo-Veneto, dal 1848 al 1857.

[ii] L’Arco dei Gavi ( l’elenco dei carri è tratto direttamente dal Illustrirten Zeitung)

[iii] La distribuzione dei gnocchi ai poveri dopo la carestia del XVI secolo.